Recensioni

6.5

Mystery Jets se la sono presa comoda e hanno aspettato tre anni prima di pubblicare un nuovo disco. Curve Of The Earth è stato registrato dall’estate del 2013 a quella del 2015, segno che la band britannica voleva fare le cose per bene in vista di questo 2016 che coincide coi dieci anni del disco di debutto Making Dense.

Curve Of The Earth è un disco che conferma le capacità di scrittura del gruppo; le nove canzoni – difficilmente sotto i quattro minuti di durata – sono un’ottima mistura di indie, sperimentazione e un’angolazione pop che garantisce una certa qualità a ciascun brano. La stessa Telomere parte con un piano cadenzato e sfocia in un ritornello che esplode in un agrodolce dai toni epici. Sulla stessa lunghezza d’onda si sviluppa Midnight’s Mirror, che nel suo complesso ricorda un po’ i Turin Brakes ma all’inizio denuncia una spaventosa somiglianza con Spirit dei Future Islands1985 è un brano toccante in cui, ancora una volta, è il pianoforte a troneggiare in primo piano assieme alla voce di Blaine Harrison, che mai come in questo caso sembra un Thom Yorke intimista nell’attacco iniziale. C’è spazio anche per power-ballad come Taken By The Tide, in cui dei The Shins più inclini al rock incontrano i Travis di Pipe Dreams.

Curve Of The Earth è in generale un disco di buona qualità, anche se talvolta la prolissa vena artistica dei Mystery Jets si intasa con alcune ripetizioni e orpelli manieristi che – pur non essendo mai mancati negli altri dischi della formazione – rendono poco fluido l’ascolto. D’altra parte non c’era miglior modo per celebrare il decennio di attività della band se non con un disco identificativo che esprimesse al massimo l’immaginario dei Mystery Jets, sospeso tra sperimentazione e rétro, ma ancorato anche a ottime melodie.

 

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