Recensioni

Il tempo passa ed è ora di storicizzare pure la Ninja. Con questo doppio disco (uno il vero e unico, l’altro le solite B-sides e outtakes) si celebra il compleanno di Mr. Scruff, matador della Ninja e DJ che contribuisce tutt’oggi a diffondere il verbo londinese del downtempo infarcito di hip-hop. Nel 1999 l’avevamo magari preso sottogamba, dato che c’era un mondo in subbuglio che sfornava quelle sonorità a ritmo di catena di montaggio (vedi Funky Porcini e Coldcut tra gli altri campioncini).
In questo 09 ci accorgiamo invece che la sapiente arte di fare dell’hip-hop una cosa da ascolto casalingo a prescindere dal floor, non è stata poi così peregrina. Il ripescaggio oggi più che mai di quei suoni analogici senza le voci da gangstaz lo dimostra e probabilmente si continuerà a battere il chiodo ancora per un po’, dato che l’atmosfera è ancora calda.
Bbreak quindi mescolato a vibrafoni jazz (Spandex Man), swing anni 40 per Nicola Conte (Get A Move On), downtempo cool e sciccoso (Midnight Feast), uptempo un po’ ragga un po’ soul (Honeydew che chiama Sade) e la bella collaborazione con il giovane (a quel tempo) Roots Manuva (Jus Jus).
Per chi non ha mai sentito il suono UK, per chi non ha mai sentito parlare di Ninja Tune, per chi cerca quello che tanto tempo fa chiamavamo nu-jazz, per molti ma non per tutti, quasi obbligatorio.
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