Recensioni

C’era già passato nel 2013 il socio di sempre, quel Mark Ernestus con cui, da ormai venticinque anni, gestisce le varie e storiche sigle Basic Channel, Maurizio e Rhythm & Sound, mentre ora è lo stesso Moritz Von Oswald, indiscusso e celebrato vate della techno più minimale e dub-oriented proveniente dalla capitale tedesca, a confrontarsi con musiche differenti, strumentali ed etniche: se il collega si era infatti misurato con il collettivo senegalese Jeri Jeri, poi sfociato nel progetto collaborativo Ndagga Rhythm Force, Moritz Von Oswald invece guarda a oriente, scegliendo come interlocutore il gruppo kirghiso Ordo Sakhna e ricollegandosi così agli ottimi lavori degli ultimi A Hawk and A Hacksaw e, più recentemente, degli slovacchi Širom.
Per la natura stessa delle musiche proposte dai musicisti raccolti sotto il nome Ordo Sakhna, questo incontro con il producer berlinese risulta meno immediato e spontaneo: il folk del Kirghizistan è infatti decisamente meno ritmico e trascinante, soprattutto se confrontato con i suoni africani esplorati da Ernestus. Il lavoro di Von Oswald nelle tredici tracce di questo album appare dunque più sommesso e ambientale: spesso il collettivo kirghiso viene lasciato libero di esporre il proprio folk, sghembo e polveroso, dove strumenti a corde e voci s’intersecano armoniosamente o addirittura si esprimono separatamente (come dimostrano i toccanti a cappella Talasym e Tushumdo). Soltanto in pochissimi momenti emergono le radici techno-dub di Moritz: se i quindici minuti di Facets esplorano una ambient etnica e contemporaneamente (sorprendentemente) industriale, l’altrettanto lunga Bishkek, May 2016 (registrata live durante la tappa kirghisa dell’Unsound) è uno dei pochi momenti a lasciar emergere un battito più sostenuto e geometrico, insieme alla dub-version di Draught (dove l’originale mostrava un ottimo affiatamento tra elettronica e tradizione).
Non adatto ai fan più ortodossi ed intransigenti dei lavori firmati Maurizio o Basic Channel (mentre Rhythm & Sound possedeva già una curiosità superiore, esplorando i suoni e i ritmi della Giamaica), questa prima (e ancora acerba ed imperfetta) collaborazione disegna però una traiettoria che merita di essere approfondita, speriamo con altre uscite.
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