Recensioni

E’ da The Hawk Is Howling, anno di grazia 2008, che gli scozzesi non tornavano a farsi vivi. Oggi si ripresentano con un progetto che, più che una semplice celebrazione, ha il sapore della canonizzazione di un sound che negli anni ha avuto più imitazioni della Settimana Enigmistica.
Il progetto Special Moves, costituito da un cd e un dvd di 45 minuti che testimoniano le tre date che la band ha tenuto alla Brooklyn’s Music Hall di Williamsburg nell’aprile dello scorso anno, mette in scena tutto lo splendore dei Mogwai, al netto degli aggiustamenti di tiro che hanno mantenuto vivo l’interesse intorno al gruppo, anche quando il post rock lasciava il campo a nuove avanguardie.
Il cd allinea undici brani, tratti da tutti e sei gli album in studio, suddivisi quasi matematicamente fra lunghe suite dal gusto cinematico, derive cacofoniche e languidi paesaggi lisergico ambientali. Naturalmente i Mogwai che preferiamo sono quelli che riescono a fondere l’anima contemplativa con il mestiere di noisemakers di lungo corso, quelli che impressionano con le fantastiche progressioni dell’iniziale I’m Jim Morrison, I’m Dead, che esaltano con la cavalcata di Mogwai Fear Satan e che turbano grazie ai temi noir di Friend Of The Night.
La band centellina gli interventi vocali per concentrarsi sul repertorio più emotivo e garantendo all’album una compattezza che ne fa un ideale greatest hits, anche in virtù di una registrazione eccellente. Ad aggiungere una buona dose d’emozione al progetto ci pensa Burning, il film diretto da Vincent Moon e Nathanael Le Scouarnec, che riprende solo in parte la scaletta del cd e asseconda le suggestioni sonore con un utilizzo virtuoso dei primi piani e dei bianco e nero sgranati, riduce al minimo le aperture verso il pubblico e rende servizio al lato più immoto ed estatico della band.
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