Recensioni

6.9

L’uomo è Shane De Leon, già trombettista e vocalist nei Rollerball,
scellerati sperimentatori da Portland. Il progetto Miss Massive
Snowflake lo vede a capo di un manipolo di incalcolabili compagni di
merende (provenienti da un numero non meglio precisato di band), armata
brancaleone col cuore indomito, la verve genialoide ed il fare
sgangherato per una calligrafia tutta sconcerto e apprensione, una
svampita meraviglia innervata di psichedelia amarognola capace
d’impastare soul, hip-hop, country ed electro-pop come un Prince sballottato Beta Band (Swing Of Hair), così come di evoluzioni wave-soul che stemperano Jim O’Rourke e i primi Ultravox! (Fossil Fissure), per non dire del Brian Eno abbacinato Sparklehorse in Cake o del sarcasmo rap da sbrago Beastie Boys in Who Wrecked The Party.

Tastierine
e sbuffi di tromba, cinguettii sintetici e strali di banjo, drum
machine e spiattate friabili, ruvidi miraggi di chitarra e quei bambini chiamati a cantare con implume seriosità tipo la Guns Of Brixton di Sandinista (vedi The Hunt). Eppoi il ciondolio obliquo nel blando-funk di Bombs Away, come una flebo di sdegno non convenzionale, che a guardar bene innerva tutto quel fare misticanza di folk residuo, solluchero errebì, dance-funk vetrosa, gospel marziale e brama spacey. L’effetto è vagamente zappiano anzi meglio pensare a dei Country Joe And The Fishcentrifugati, strizzati, infeltriti, implosi nel vago senso d’impotenza
d’oggidì. Considerati anche i video ad alzo zero reperibili
nell’edizione enhanced del cd, otteniamo una malferma, palpitante, fragile, schizofrenica, in fin dei conti raccomandabile irrequietezza.

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