Recensioni

4.8

La gattina fa la furbetta. Anche se sono passati più di dieci anni
dalle (buone) prove tecniche di house che ci aveva regalato con le Radio Carolinee affini, sembra che non ci si voglia staccare dal mondo fatato della
fatidica teen-age. Sindrome di Peter Pan? No. In questo caso i testi
ammiccanti – per giovani ricchi di testosterone e pulzelle anelanti una
vita spericolata tra palchi alberghi e party più o meno trasgressivi –
fanno cadere le braccia e ci ricordano che una parte della scena house
è una grande F. F for Fake.

Perché Kittin se vuole ci sa fare; come DJ la conosciamo bene: le sue selectas sono impeccabili, le sue vocals ci stanno tutte e il suo culo si muove bene. Quando si tratta di andare oltre il menù à la carte, non c’è molto di cui stupirsi. A parte il singolo Kittin Is High (energytechno con testo sexy), Metalhead (una deep cupa che ricorda le storiche collaborazioni con The Hacker) e il richiamo ottantiano alle Bangles (Playmate Of The Century), il disco offre una carrellata di tracce scontate al confine tra una easytronica da classifica ubertamarra (tra le altre BatBox che vorrebbe rifare Roisin Murphy o Solidasarockstar che dissimula mid-tempi in stile Ciccone) e qualche visione progressiva.

Se con I Comavevamo sperato nella mutazione, con questo nuovo lavoro purtroppo
(date le ottime capacità di produzione) dobbiamo gettare la spugna. Miss Kittin, quando ti deciderai a crescere? Ottimo per ventenni vodkaredbull, per tutti gli altri un fiasco.

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