Recensioni

6.8

Il primo Savage Mode nel 2016 era stato un album che aveva fatto un discreto botto: si era inserito con merito nel canone delle migliori produzioni southern hip hop degli ultimi anni e aveva lanciato definitivamente le carriere di due nomi diventati nel frattempo pesi massimi del giro. Metro Boomin è ora reduce da un paio di anni di pausa dopo lo stanco esordio Not All Heroes Wear Capes, mentre 21 Savage aveva fatto decisamente meglio con il buon I Am > I Was. I due adesso tornano insieme per l’atteso seguito di un tandem che si era rivelato estremamente funzionale: i beat di Metro Boomin, diciamo una versione ancora più dark e anestetizzata del Future altezza HNDRXX e disco omonimo, sembravano tagliati al laser per esaltare il flow sonnolento e impasticcato di 21 Savage. 

Una cornice che sfoggia in partenza le carte giuste quindi, ma com’è effettivamente questo secondo capitolo? Buono senz’altro, anche se magari non tanto quanto il primo episodio. Siamo comunque davanti a un’uscita onesta che rinverdisce con gusto e consapevolezza una tradizione ormai consolidata e blasonata: un tappeto rosso che parte dal Southern hip hop – quindi bounce, crunk e trap – e lo inzuppa nell’horrorcore: Three 6 Mafia (Mystic Stylez su tutti) e Geto Boys i nomi da spendere per primi per una corretta filologia del trend.

La prima curiosa novità è che il concept del disco sia veicolato grazie a intro e intermezzi con la voce narrante di Morgan Freeman (?!). Runnin apre le danze con un  saporito campionamento da classico Motown (Diana Ross precisamente) e setta il mood dell’album. Nel relativo video (con immancabile celebrazione del neighborhood) ecco Metro Boomin che sfoggia la t-shirt dei Three Six Mafia, e il cerchio si chiude. Le tracce si susseguono all’insegna della continuità stilistica: un altro modo per dire che è sempre la stessa brodaglia, ma fatta estremamente bene. Eppure qualche variazione fa capolino qua e là: per una Slidin pregna di loop tra l’inquietante e l’autistico che rimandano al Future più ambientale (e interessante) dei due dischi che abbiamo citato prima, ci sono una Mr. Right Now e una Steppin On Niggas; la prima sguazza in un allegria mai contagiosa, perché si incastra, si incarta su sé stessa e si intrappola in un Moebius  fintamente gioioso, mentre la seconda – praticamente una cover di Boyz in the Hood – è un simpatico esercizio di stile in cui 21 Savage si diverte a fare il cosplayer di Eazy-E.

Non c’è abbastanza per superare il predecessore insomma, ma il disco resta buono e godibile. Buon flex a tutti.

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