Recensioni

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Forse è vero che non si esce vivi dagli anni Ottanta, ma se il risultato è questo, va bene così. I Merchandise tornano con A Corpse Wired For Sound e fanno i conti con i loro esordi e, in generale, il loro passato, cambiando marcia e proiettandosi in un presente nostalgico di post-punk e wave (basta premere play e imbattersi nell’iniziale Flower Of Sex senza bisogno di aspettare quel suono di basso carico di chorus, per rendersene conto).

Se un tempo erano il punk dei Settanta, il primo John CalePollution del nostro Franco Battiato a ispirare il trio di Tampa, adesso c’è uno scritto di JG Ballard. Si tratta di The Secret History of World War 3, breve racconto contenuto in War Fever, in cui si fa riferimento ad un presidente che, per l’appunto, non è altro che a corpse wired for sound. L’atmosfera sci-fi di Ballard viene riprodotta con un sound metallico, confuso, a tratti alieno, sia quando risulta più ossessivo, come nella ballata Crystal Cage (dove si percorrono le lande care al Morrissey dell’era Smiths), sia nei momenti di furore melodico post-punk come nella deliziosa e oscura Lonesome Sound. Un disco rétro che però guarda verso il futuro e altri mondi, e tutto questo fa rima con Bowie, presente a tratti in questo disco come in I Will Not Sleep Here. Sprazzi di Echo & The BunnymenDepeche Mode (Shadow Of The Truth) completano un quadro ben assortito.

Merchandise escono con un buon lavoro, che da un lato riprende l’incastro di caos e pulizia sonora di Total Nite e dall’altro traduce perfettamente in musica le atmosfere della sci-fi di Ballard.

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