Recensioni

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Mayer Hawthorne è uno che sa il fatto suo. Occhialuto producer, dj, sound-engineering e polistrumentista californiano, Andrew Mayer Cohen (questo il vero nome) si è sempre distinto per onestà intellettuale e per una raffinatezza compositiva fuori dal comune che gli ha permesso di collaborare, nel corso degli anni, con talentuosi mc e musicisti (Kendrick Lamar e Cee-Lo Green fra i tanti). Figlio di una retromania di lungo corso, impressa anche nell’immaginario introdotto dalle copertine (Joe Jackson era Look Sharp!Costello d’antan), Man About Town si districa atletico tra soul e blue-eyed soul (son due cose ben distinte), A.O.R. e soft rock, per un lavoro intrigante e credibile. Lasciati da parte i testi tutt’altro che impegnati e memorabili, il disco fila che è una bellezza in tutta la sua varietà di suoni e atmosfere: c’è il Motown soul di Cosmic Love e Breakfast in Bed, il funkettino profumato di R’n’B di Lingerie & Candlewax, il reggae beverino di Fancy Clothes, il soft rock a la Steely Dan e Toto di The Valley e il blue-eyed soul in odor di Hall & Oates e della loro Private Eyes di Love Like That. 

Come i precedenti lavori discografici, Man About Town è il classico disco di mestiere: suonato bene, arrangiato con gusto e furbizia, ruffiano al punto giusto e rispettoso dei classici. Niente rivoluzione copernicana all’orizzonte insomma, ma trentaquattro minuti di buona musica che non promettono più di quello che possono offrire.

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