Recensioni

I Manic Street Preachers – o semplicemente Manics – hanno fatto la storia. O almeno, hanno fatto la lorostoria. Quasi vent’anni di alterne vicende, condite da passaggi a volte
difficili, come la sparizione nel 1995 del chitarrista e autore Richie
James Edwards. Oltre a fornire alla mitologia rock d’oltremanica un
nuovo martire, i gallesi si sono costruiti sin dagli esordi una solida
reputazione da combat rockers, mantenendo sempre lealtà nei confronti
del loro fedelissimo seguito, rimasto al loro fianco anche quando le
concessioni al pop si sono fatte palesi (This Is My Truth, Tell Me Yours,
1998). Non hanno mai realmente attecchito dalle nostre parti, ma in
patria sono più amati dei Radiohead, a certi livelli: il loro The Holy Bible (1994), testamento grunge-wave di Edwards, ha scavalcato Ok Computer in una classifica di Newsnight della BBC.
Tutto questo per dire che Send Away The Tigers è
l’ennesimo banco di prova che vede un act storico sottoposto al severo
giudizio della contemporaneità e dei fans. I quali, dopo aver mal
digerito l’interlocutorio e poppy Lifeblood (2004),
si trovano blanditi con un ruffiano sbandieramento delle radici
proletarie – con tanto di cover nascosta della lennoniana Working Class Heroin chiusura – e dello spirito combattente dei bei tempi, in una veste
sonora adeguatamente aspra e old style (per i Manics, chiaramente: la
formula va indietro fino all’esordio Generation Terrorists; alla faccia della contemporaneità).
I tre se la giocano facile dunque, ma se i testi di Nicky Wire non vanno oltre una scontata retorica antimperialista (Imperial Body Bags, Rendition), le canzoni restano al palo, con James Dean Bradfield che, quando non parodizza se stesso (la title track), si sente autorizzato a mettere in mostra tutta la sua latente (?) tamarraggine hard rock ’80 in cose come I Am Just A Patsy, roba che manco i migliori – si fa per dire – Europe.
Imbarazzante, come il brit-pop bolso di Winterlovers e Autumn Song, ballatone che potrebbero fare il paio con le ultime prodezze di Brett Anderson. Se non ne avete abbastanza, c’è anche un irritante singolo con Nina Persson dei Cardigans, Your Love Alone Is Not Enough, a cercare di riconquistare le classifiche riecheggiando la vecchia hit You Stole The Sun From My Heart. Con questo disco, i Manics vincono il nostro personalissimo Award 2007 per il pessimo gusto.
Amazon
