Recensioni

6.3

La seconda delle ambiziose suite stagionali di Madlib arriva puntuale a fine settembre. Siamo qualche gradino sotto la prima (che era ottima), per freschezza dell’ispirazione e generosità dei momenti musicali, con più vuoti, più ripetizioni (e autoricicli) e qualche passaggio fuori fuoco. Se di solito la tecnica artigianale di Madlib come strumentista diventa valore aggiunto, qui risulta a tratti un po’ d’impaccio. Restano i soliti ottimi spunti latin-jazz e funk da colonna sonora. Quaranta minuti di lounge rilassata e imperfetta innervata di effetti atmosferici che sembrano presi da Eskimo dei Residents, con una chitarrina dalle timide evoluzioni quasi-prog che, forse per la prima volta, fa capolino verso la fine. Da uno come lui però ci si aspetta molto di più. Cd e digital download, con la prospettiva probabile di un box di vinile a progetto completato.

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