Recensioni

7.5

I più avvezzi fra i lettori di questa recensione, ricorderanno forse i nomi di John White e Christopher Hobbs; il primo fu l’autore di Machine Music, album pubblicato nel lontano 1978, assieme al composer Gavin Bryars, per la mitica etichetta Obscure, fondata dall’ex-Roxy Music nonché inventore dell’ambient così-come-la-conosciamo Brian Eno; l’altro, invece, è un nome che ha avuto una risonanza forse più di nicchia, rispetto a White, ma indubbiamente solida e duratura nel tempo (anche lui è infatti autore di un bell’album su Obscure assieme a John Adams e al solito Bryars – titolo: Ensemble Pieces, anno di pubblicazione: 1975 – ma soprattutto è stato la testa pensante dietro al fondamentale progetto della Promenade Theatre Orchestra, nonché membro di ensemble storici dell’improvvisazione britannica tipo AMM e Scratch Orchestra).

Ciò detto, passiamo ai Livebatts!, che hanno iniziato a trafficare con le toy keyboard già dagli anni Ottanta e che ci offrono un saggio niente male di questo modus di intendere la musica avant, ludico e al contempo sperimentale. Della partita, in questo CD, sono John White (battery driven keyboards e toys), MJ Coldiron (voci e battery driven keyboards), Andrea Rocca (sample e chitarra elettrica), più Nancy Ruffer (al flauto elettrificato). Sette pezzi in tutto, due dei quali (Waldesrauschen e PT-30 Crosstalk) della durata rispettivamente di 9 e 14 minuti. Risultato: qualcosa a metà strada fra post- minimalismo, elettronica cheap (bello l’uso del vocoder in Adventures In Outer Space), ambient etnica e frippertronica. Il tutto sempre e comunque sotto il vessillo dello sperimentalismo più (im)puro e contaminato, proprio come conviene a gente che ha fatto (sebbene in sordina) la storia della musica contemporanea, contribuendo a superare la dicotomia tipica della musicistica moderna, che non sa mai bene se è il suono che deve precedere la composizione o viceversa. Un piccolo capolavoro.

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