Recensioni

Il collettivo Lake, composto da singoli songwriter ed artisti gravitanti in area K Records, riflette anche nell’ultimo album il nomadismo musicale e culturale che li caratterizza, accomunati in questo al produttore del disco nonché loro amico Karl Blau.
Un compendio di pop sbilenco e non solo, è Let’s Build A Roof, che va dagli influssi caraibici alla canzone a bassa fedeltà, al dub, alla world, al dream pop, alla chamber music con appena accenni di stratificazione. L’influsso delle melodie Beach Boys è evidente, via Flaming Lips, così come una certa derivazione d’impianto psych sixties e pop (Fletwood Mac), il tutto associato ad arrangiamenti snelli ed armonie leggere e mai sovrabbondanti. Non dimenticando un preciso senso ritmico insito nella band.
Il valore aggiunto dei Lake è comunque una certa leggerezza e leggiadria, sia nell’impianto vocale che nella loro alternanza maschile/femminile, insieme al mix composito di cui sopra che si tiene bene. Solari.
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