Recensioni

6.9

Scanzonati
e modaioli come decine di altre formazioni sul genere, finti
dandy-nerd da dare in pasto ai giovanissimi, abili manipolatori di
batterie in levare disimpegnate e fondamentaliste – nel senso che
non si va oltre i fondamentali dello strumento -, questi Kiss Me
Emily ti si attaccano addosso come la scabbia. Fino a uncinarti con
ritornelli e cadenze “vergognosamente” pop, difficili da
dimenticare. C’è da dire che i nostri non fanno nulla per evitarlo,
se è vero che dal primo minuto di All In One ci si
ritrova avvinghiati a chitarrine elettriche un po’ sempliciotte e
bassi che neanche gli U2, testi leggeri e voce in bilico tra il
falsetto e l’assonnato forte, a trasporre in musica un’anagrafica che
diventa un po’ una giustificazione per le scelte della formazione.
Finisce che un paio di giri distratti riescono pure a convincerti
delle potenzialità della proposta, nonostante ci si provi in tutti i
modi a resistere a questa accesa disputa tra commerciale e indie e si
tiri fuori dal cappello il critico più cinico e maleducato. Il
tutto, probabilmente, per un motivo: oltre alla facciata decisamente
glamour, c’è anche della sostanza. Radicata nell’equilibrio formale
che contraddistingue questo esordio fino a renderlo catchy ma mai pretenzioso, nascosta nella semplicità di brani
realizzati con cura, racchiusa in qualche arrangiamento originale di
cui ti accorgi solo dopo qualche ascolto. Un’immediatezza che riesce
ad evitare le spire della banalità e ci costringe all’angolo con un
(6.9/10) che, già sappiamo, farà parecchio alterare il
nostro mega-direttore.

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