Recensioni

TOP
7.6

Ne parlavamo pochi mesi fa dei Kinit Her, con l’ottimo 12” The Cavern Stanzas che segnava un bel passo in avanti nella carriera del duo americano. Ma se quel 12” rappresentava il punto di passaggio verso una scrittura neofolk sempre più calibrata e spoglia di inutili virtuosismi il nuovo The poet & the blue flower, in uscita per l’italiana Avant! Records, segna un punto di arrivo.

E’ il momento in cui intenzioni e risultato combaciano perfettamente, in cui la ricerca post romantica trova forma definitiva sia dal punto di vista concettuale che musicale. Gli ingredienti base non cambiano: spirito ancestrale, folk esoterico macinato nella ruota del post industrial, ispirazione letteraria che guarda ancora una volta al mondo tedesco, precisamente al poeta/filosofo Rudolf Pannwitz, e di nuovo troviamo il sodalizio con Giancarlo Martinucci per la cura dell’artwork dai chiari riferimenti metafisici. A migliorare è semplicemente l’equilibrio, la capacità di coniugare con grande padronanza fraseggi free avant come As old as day and night together e strutture più tradizionali che trovano il loro estremo in A dome Sorround, allargando l’orizzonte del suono con arrangiamenti sempre più orchestrali e ricchi di elementi e confermando, quindi, una ulteriore crescita per il duo. Una maggiore sensibilità, insomma, ora che la materia folk-ritualistica è assimilata alla perfezione.

Se vogliamo dirla in altri termini, The poet & the blue flower è la dimostrazione dell’anno di grazia dei Kinit Her e si pone come uno dei dischi dark folk targati 2013.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette