Recensioni

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Rodrigo Campos, folgorato sulla via di Damasco dal Camus de Il mito di Sisifo, il Camus che indaga l’assurdo; Nuno Ramos, artista proteiforme, divoratore di poesia, scrittore nonchè mente grigia di molti progetti musicali (Nina Becker, Romulo Froes, Mariana Aydar, Guilherme Held) che scrive insieme a Campos i testi aggiornando l’assurdo al 2017; Gui Amabis, autore rodato, fine assemblatore di suoni; Juçara Marçal, cantante tra le migliori in Brasile nel gestire musica popolare brasiliana, canto Yoruba, post punk, elettronica. Il risultato è Sambas do absurdo, prodotto da YB Music e uscito sul mercato a fine aprile. Le musiche sono un portato del Campos di Conversas com Toshiro e dell’amore di Amabis per le musiche da film, per l’immaginifico.

Non a torto si è tirato in ballo Rogerio Duprat, fra i padri fondatori del Tropicalismo, in particolar modo però il Duprat solista di Brasilian Suite, di alcune composizioni dal piglio operistico, dissonante, cinematografico, meno swingante. Juçara Marçal sa essere amabile come una Elis Regina dei nostri tempi (Absurdo 6), meno graffiante come in tanti altri progetti solisti e non (Meta Meta, Kiko Dinucci) perciò più incline ad una morbidezza vocale. In questi 8 episodi di assurdità, è necessario lasciar fuori dalla porta il livore, per dipanare la matassa delle atmosfere e scoprirne le volute. Amabis campiona tutto con un Akai Pro dimostrando stile in entrata e in uscita dai brani, sobrietà nel restarvici, dando spessore orchestrale e un senso di compiutezza (Absurdo 4). I campionamenti sono intriganti, alternano senso di desolazione e perdita con aperture colossal e incisi cameristici. Campos leviga il suono regalando dolci passi di samba che portano dritti dritti a Cartola, a Paulinho da Viola, ma reinterpretando il dramma giocoso, esistenzialista ed anti accademico del genere, la sua sofferenza popolare (Absurdo 6 e 5), l’incanto di un boteco, la profondità esasperante dell’enclave, della vita da favelas, e in questo il cavaquinho suonato è lo strumento musicale più adatto come lo è il mandolino nella musica napoletana.

Anche quest’album segue quindi il solco del nuovo samba pieno di sperimentazioni e collaborazioni, che non disdegna incontri amorosi alcune volte agli antipodi tra musica erudita e musica popolare.

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