Recensioni

7.1

Joe Gideon e la sorella Viva, batterista, un richiamo a memorie di marca White Stripes ma non solo. Duo inglese, entrambi veterani, li si è già incontrati infatti nei Bikini Atoll, formazione fine anni ’90 di estrazione rock noise, due album su Bella Union alle spalle e una collaborazione con Steve Albini per la registrazione del secondo.

Li ritroviamo ora come Joe Gideon & The Shark: ancora scarno rock blues urbano elettrificato, di derivazione prettamente USA, Lou Reed, Velvet Underground, Televison, Sonic Youth ma anche un lato più blues dei citati White Stripes, e un lato maledetto di ascendenza Birthday Party e PJ Harvey. Talking strascicato tra Reed e Nick Cave, ma soprattutto tanta ironia ai confini dell’autoparodia da far piuttosto pensare anche alla wave inglese ’80 di marca Fall e affini, si ascoltino a metà disco certe derive vocali e sonore che sembrano prese da un qualsiasi estratto di Mark Smith e soci.

Suono americano e cuore inglese allora, e viceversa, intercambiabili nel corso dell’intero Harum Scarum, sorta di bizzaro mantra scaramantico. Divertimento assicurato allora e insieme un lato decadente e sottilmente malato da non sottovalutare, per un esordio piuttosto interessante.

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