Recensioni

Dodici pezzi inediti di Jimi – dove inedito va tradotto alla lettera come non pubblicato in questa forma – registrati nel ’69 e nel ’70 (ce n’è anche uno del ’67) tra i Record Plant di NY e gli Olympic di Londra, con l’Experience originale ma anche con Billy Cox al basso (tre brani soltanto, prime avvisaglie di quella che sarà la Band of Gypsys).
E’ l’Hendrix post-Electric Ladyland che cerca nuove vie, poca psichedelia e molto hard blues sporcato ora di negritudine funk ora di appetibilità pop-rock. Il suono è buono, non eccezionale, e le performance – anche queste, non eccezionali – tradiscono spesso la natura di prove in studio rimaneggiate in vario modo: che orrore leggere che ci sono due overdub del 1987.
Niente di nuovo su Jimi, pezzi storici suonati con arrangiamenti diversi da quelli stranoti, ma non troppo diversi da alcune rese live (Stone Free, Fire, Red House); esercizi di blues elettrico in scioltezza, con molto autoriciclo (Mr. Bad Luck, Lover Man, Crying Blue Rain, una Hear My Train a Comin che è praticamente un mash con Voodoo Chile); la title track è un pezzo carino che ricorda vagamente la seconda parte di Stairway to Heaven; Bleeding Heart di Elmore James è forse quello più divertente; Lullaby for the Summer quello più interessante. Sunshine of Your Love delude (molto meglio le versioni, cantate, dal vivo), niente fuoco e fiamme.
Confermata insomma la sensazione che tutti i dischi postumi (non live) pubblicati a nome di Jimi siano degli apocrifi. Per completisti e nostalgici acritici.
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