Recensioni

Dunque, ci eravamo lasciati con Stray, anno 2003, che sembrava il tipico album da vecchie glorie col conto corrente da rimpolpare. Sarebbe stato meglio evitare ma pazienza, così fan (quasi) tutti. Capitolo chiuso. E invece no. Otto anni dopo Farrell, Navarro e Perkins perseverano. Anzi, di più: fanno le cose in grande. Ci credono. Si fanno produrre da un drago del mainstream alternativo come Rich Costey e chiamano Dave Sitek dei TV On The Radio a dare una mano per mettere assieme i pezzi (e a suonare il basso, già che c'è). Il risultato: una baldanzosa, accattivante, grintosissima stronzata. Il santino di Virgin Radio nel taschino e via andare.
Navarro mette in mostra il suo bel repertorio di schitarrate hard modello Ikea. Perkins va liscio di percussività ingegneristica. Farrell gode come un riccio a sciorinare la sua voce finalmente libera da quei fastidiosi derapage cocainici, da quelle svisate orientaleggianti che avevano il pessimo effetto collaterale di inquietare l'ignavio ascoltatore. Non sia mai. Parola d'ordine: una energica normalità. Altrimenti, metti che 'sto disco capiti nello stereo di un fan di Aerosmith, Bon Jovi o addirittura U2 ultimo modello (sentitevi Curiosity Kills…), che figura ci fanno? Tuttavia, i Jane's Addiction erano pur sempre quelli di Nothing's Shocking e Ritual De Lo Habitual, porco cane. Eh, certo. Ed ecco puntuale quindi il contentino, una Words Right Out Of My Mouth che almeno nelle strofe rammenta barbagli dell'antica nevrastenia, salvo spianarla subito con un ritornello degno dei più beceri Pearl Jam.
Mettiamola così: non fosse stato per il nome che portano, avrei mollato l'ascolto dopo un paio di minuti. Invece ne ho sprecati una quarantina. Bah.
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