Recensioni

Ai tempi dell’album Radical chic un cazzo non fummo particolarmente benevoli con Ilenia Volpe, che allora ci parve rinchiusa in un ruolo stereotipato da riot grrrl fuori tempo massimo alle prese con un disco a nostro avviso poco a fuoco. È con una certa soddisfazione, dunque, che rileviamo una decisa maturazione nella formula musicale dell’artista romana, con un Mondo al contrario che denuncia fin dalla copertina una complessità che più che essere pseudo-prog (l’immagine di presentazione è opera di Paul Whitehead, già grafico per i Genesis), si muove in varie direzioni. Una di queste è un timbro ballad-rock d’autore che flirta sia con le chitarre elettriche, sia con una certa malinconia di fondo (una Il mondo al contrario che funziona, ma anche una Maledetta bellezza che è un bel crescendo rockeggiante baciato dagli archi, intuitivo ma non troppo lineare), ma degna di nota è anche l’Africa via Talking Heads di La rivoluzione dei buoni o magari il post-rock di Le Stelle Cadono e Tu Non le Raccogli.
Anche quando la voglia di rompere gli schemi passa un po’ il segno – il crossover-funk di Porcelli d’Italia lascia un po’ interdetti – si coglie comunque una certa esigenza di rinnovamento nella tracklist e un forte desiderio di mostrare personalità, con un disco lontano da facili esterofilie formali e che certamente non si può non considerare coraggioso. Un buon passo avanti.
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