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Gli Hooton Tennis Club esordiscono per Heavenly con un disco di dodici brani che gravita attorno al pop, con chitarroni e voci disordinate in primo piano. I ragazzi vengono da Chester e Ellesmere Port (Gran Bretagna) e iniziano a suonare in molte band del luogo, per poi fondare il gruppo che prende ispirazione dalla loro passione sportiva: il tennis.

Highest Point In Cliff Town è un disco sul vivere quotidiano filtrato dallo sguardo di ragazzi che stanno diventando adulti. Preoccupazioni sul lavoro, i party adolescenziali, personaggi di “provincia”, eroi quotidiani che vanno incontro a inevitabili sconfitte e qualche piccola rivalsa. La cronaca di questo quadro realistico assume tinte alla Pavement (Kathleen Sat On The Arm Of Her Favourite Chair) e venature dream-pop (Always Coming Back 2 You), nonostante la predilezione chiara per il garage di matrice statunitense. Ingredienti che sono già tutti presenti nel primo singolo pubblicato alla fine dello scorso giugno: Jasper si sviluppa attorno ad un riff di chitarra che lascia poi spazio alla strofa cantata, ma guadagna nuovamente il centro dell’attenzione nel ritornello di un brano che segue la scia dei Parquet Courts ma con un appiglio più pop. L’esordio del trio inglese prosegue così tra bordate alla Dandy Warhols (Barlow Terrace) e canzoni dalle atmosfere indie anni ’90 (Fall In Love, I’m Not Going Roses Again).

Si può dunque affermare che gli Hooton Tennis Club abbiano fatto centro: l’esordio al numero 8 della classifica della Official Record Store Top 40 e il lungo tour europeo (a fine settembre saranno anche in Italia) ne sono testimonianza. La mescola che viene fuori dallo scontro transoceanico tra garage-indie britannico e statunitense risulta funzionale alle atmosfere che animano Highest Point In Cliff Town.

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