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7.5

Trent’anni e non sentirli. Anzi, visto che di iconoclasti certificati si parla, trent’anni e sentirli tutti. Sentirne il peso e la responsabilità, ma affrontarli con rigoroso sbeffeggio, apertura mentale, iconoclastia dichiarata e follia da intendersi come irregolarità e rifiuto dell’ordine precostituito. D’altra parte è la genesi stessa di un disco come M.I.G.S. a garantirne il portato. Totalmente improvvisato, l’album è nato lungo 12 sessions “aperte” tenutesi al Dal Verme romano tra l’ottobre 2013 e l’aprile 2014, in cui i quattro Gronge – Marcho Gronge (voce), Maurizio SuOnOmOno Bozzao (elettronica), Giacomo Ancillotto (chitarra) e Federico Leo (batteria) – si sono uniti, mischiati, sporcati, rifratti nei numerosissimi ospiti/amici che li hanno raggiunti on stage “liberi di improvvisare senza alcun tipo di condizionamento”. Il sax di Carlo Conti, la chitarra di Marcello Giannini, il basso di Ron Grieco, i “padroni di casa” Hiroshima Rocks Around al gran completo, la collaboratrice di lunga data Tiziana Lo Conte (elettronica e voce), Marco Bonini, Manlio Maresca e altrettanti che omettiamo solo per questioni di spazio, hanno “combattuto” sul ring improvvisato dei Gronge X per (ri)creare/(ri)combinare linguaggi (scioglilingua, declamazioni, urla, sputi, grugniti, oblungazioni fonetiche, risemantizzazioni continue) e dinamiche jazz, rock, avant, punk, psycho, industrial, technopunkcabaret, dalla forte valenza “militante” (se questa parola non venisse percepita in accezione negativa) e dal potenziale esploso in ogni singolo suono e parola.

L’impro-pop radicale è la via del futuro, ma il futuro non basterà per raccontare cosa, come e quanto c’è in un disco come questo (potenzialmente ampliabile a 50 minuti per ognuna delle 12 sessions di cui le singole tracce non sono che ridotta testimonianza), gonfissimo di input e suggestioni. Quando si dice che la musica è impegno e progettualità, passione e coraggio non si può non pensare a dischi come M.I.G.S., perchè “è inutile cercare la strofa o il ritornello giusti: sono loro che ti verranno a trovare“.

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