Recensioni

7

Molto a fuoco il debutto dell’inglese Greg Haines. Si capisce benissimo che ha passato la vita ad ascoltare e riascoltare gente come Philip Glass e Arvo Part, i Carmina Burana e la classica della grande stagione romantica. Slumber Tides paga certamente tributo anche alle colonne sonore di Zbigniew Preisner per i film di Kieślowski, in particolare La Double Vie de Véronique cui fa pensare insistentemente il canto di Kristin Evensen Giaever, ugola angelica che avevamo già apprezzato brevemente nel disco di Svarte Greiner. Submerge in questo senso è una perfetta fusione tra Preisner, i Deaf Center, i Silver Mt. Zion, i Black Tape for a Blue Girl e Philip Glass. Insomma, l’apoteosi del gotico orchestrale.

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