Recensioni

7.3

Della genesi e degli obiettivi dei Gayngs se ne parla altrove su queste pagine. Il collettivo di Minneapolis dà vita ad un congegno ad orologeria di sfacciata e algida sessualità, dai forti richiami eighities e dalle pulsioni tra glo-fi e chill out. E messa così non suona granchè bene, ma per infettare a dovere i nostri cuoricini pulsanti, bastano il crescendo emotivo di Cry, i Talk Talk versione 2.0 di The Walker, la celestiale convivenza tra hammond civettuoli, chitarrine hawaiane, sassofoni strappamutande e intrecci vocali da brivido di No Sweat o il cinematico intreccio simil noise (!) di sfasato appeal pop di marca Animal Collective di False Bottom. A giusto coronamento dell’operazione poi, l’infuocata glacialità dell’apripista The Gaudy Side Of Town e la splendida sovversiva intimità della conclusiva The Last Prom On The Earth.

Piacione Relayted, un disco rilassato, un sorso d’aranciata per combattere la canicola estiva, uno stormo di rondini con le camice hawaiane e gli occhiali scuri, assiepate dietro sintetizzatori e tastieroni eigthies. Un po’ puttane, un po’ santoni, i Gayngs si tuffano nella loro tinozza ricolma di cocktail analcolico al kiwi; che altri li seguano pare non essere fondamentale, che ciò avvenga è molto probabile.

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