Recensioni

7

Ex metà dei FLeUR, Francesco Lurgo esordisce in solo con un album che gli permette di approfondire ulteriormente quell’interessante visione post-rock di matrice elettronica già ben apprezzabile nell’ultimo disco della sopracitata band. Sleep Together Folded Like Origami va oltre, lasciando emergere sin dal titolo un’emozionalità ancora più aperta eppure capace di cesellare in brani concreti un sostrato di sensazioni e percezioni astratte. Del resto, il parlare per immagini mentali è uno dei due cardini del lavoro, che scivola con fare cinematico.

La seconda caratteristica fondante del disco è un siderale sapore dark wave che appartiene saldamente alla formazione di Lurgo, ma qui sapientemente mimetizzato per macchiare le evidenti ispirazioni musicali con un sentire peculiare. Così, le aperture luminose à la Stars of The Lid vengono impreziosite di un toccante climax drammatico (Sleep Together Folded Like Origami), le spazialità bucoliche dei Boards of Canada riscritte con partiture di chitarra a dissimulare percorsi materici (Am Already Far Away, Carnation Bloom), oppure aumentate con un cupo afflato modern classical (One Moment Before The Shipwreck, The Great Mystery).

Una strategia compositiva fruttuosa che permette poi di destrutturare – e con leggerezza per nulla scontata – le teorie dei Labradford in una malinconica litania per la fine del giorno (One Moment After The Shipwreck). Una corrente emozionale, dicevamo, che si sviluppa di traccia in traccia in modo credibile evitando calligrafici vicoli ciechi e per di più illuminando con sano realismo le proprie potenzialità future.

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