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I tantissimi featuring dal vivo, le numerose collaborazioni, il progetto Ballads: per uno abituato a non stare fermo un attimo come Francesco Di Bella sapevamo che prima o poi sarebbe arrivato anche il momento di intraprendere un percorso solista dopo l’esperienza con i 24 Grana. Lo fa con Nuova Gianturco, che è anche il nome di un quartiere di Napoli in zona stazione, quindi pieno centro ma anche piena periferia, dove grattacieli e architetture slanciate si mischiano a povertà e degrado, campi rom ed emarginazione, in un melting pot sporco e affascinante, grezzo e viscerale. Da lì, da quella linea borderline su cui Di Bella si è sempre abilmente mosso, su quel filo in bilico su un cantautorato pop che guarda oltreoceano senza mai dimenticare la sua città d’origine e uno stile che con gli anni si è andato arrotondando definendosi sempre di più, che le dieci tracce si dipanano con estrema naturalezza.

Prodotto da Daniele Sinigallia, Nuova Gianturco mette insieme il folk dylaniano e il blues riadattato di Pino Daniele, canto popolare e ballate delicate. Nel mezzo i personaggi, le storie, i mondi che Di Bella sa descrivere in maniera estremamente lucida, diretta, con una sincerità che si adatta ai diversi momenti senza mai soffrire forzature. Gli interventi dei 99 Posse nella storia del migrante Aziz, di Claudio Sansone dei Foja e Claudio “Gnut” Domestico in Briganti se more e di Neffa in Progetto regalano uno slancio ulteriore ad un lavoro che prende a piene mani dalle migliori lezioni cantautorali degli ultimi anni, Per tutti di Riccardo Sinigallia innanzitutto, e le riadatta al proprio mondo di confine fatto di sconfitte, distanze, mare, storie sbandate divise tra il sopra di un centro direzionale avanguardistico e un sotto fatto di emarginazione, dolore e sofferenze. A unirli, una leggerezza così spontanea e diretta, benevola e amara, in grado di far suonare questo nuovo inizio piacevole e riuscito, al punto da volerne ancora.

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