Recensioni

Frah Quintale (Francesco Servidei) ha ormai trovato il suo campionato e, ad ogni uscita, dimostra di saperci giocare molto bene. Amor Proprio consolida un indie pop sempre sopra la media, ma mai realmente travolgente, che guarda a una certa nostalgia da giorni di fine estate, dove immagini di rotture, cambiamenti, ricerca di pace e frammenti di amarezza si frullano insieme in una poetica scontata ma sognante.
Attraversato da atmosfere psichedeliche e un’endemica malinconia esistenziale, il primo album da solista del cantautore bresciano dai tempi del bipartito Banzai (parte 1 del 2020 e parte 2 del 2021) viaggia leggero nella sua naturale appetibilità da classifica, offrendo qualche chicca e spunto notevole qua e là lungo la tracklist: A prescindere, con Colapesce, è una cartolina amara, semplice ma efficace; Lunedì Blu è la perfetta colonna sonora per un addio doloroso; Occhi diamanti, con Joan Thiele, sfrutta un sample perfetto per raccontare un amore affilato e passionale in un clima disteso, mentre 1 ora d’aria, 1 ora d’ansia, nonostante un orrendo Tony Boy, è la quintessenza di uno state of mind deluso e degradante, raccontato acidamente in un minimalismo perfetto per le ore piccole.
Il ritorno di Frah Quintale mescola spicchi di cantautorato, sonorità classiche e risvolti rap per raccontare addii e ciò che succede dopo, abbandoni e riconquiste, pace interiore e dolorosi tormenti. Gioca con le prospettive di chi abbandona e di chi è abbandonato, di chi ama e di chi è amato, di chi passa avanti e di chi invece rimane incagliato nei ricordi. La penna di Servidei continua a vestirsi di un immaginario forte e condivisibile, con quadri prevedibili ma non per questo meno suggestivi ed efficaci.
Frah Quintale ha individuato la sua fetta di pubblico e il suo stile, e non si vuole staccare da questi, rappresentando una formula semplice e limitata ma con grande suggestione e appetibilità. E in fondo va bene così.
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