Recensioni

6.6

Come unire jazz (Follia virtuosa), swing (Il cornuto), bossanova (Luoghi comuni), rock progressivo (Mario Camino), canzone d’autore (Ottobre), incursioni narrative su basi avant (Giuda) e tradizione classica (Siviglia). I Fragil Vida sono il risultato di sette teste pensanti da sempre in bilico tra musica e teatro. Anche se questo nuovo disco della formazione di Finale Emilia sembra optare più per la prima che per il secondo, con dodici brani ricchi di sfumature, stilisticamente frizzanti, personali.

Pianoforte, contrabbasso, batteria, chitarra, percussioni, rhodes, sax e un’indole semiseria che gioca con la quotidianità non rinunciando a una certa dose di impegno: Giorni sospesi è disco di sostanza, melodia, inventiva. Fuori dal tempo e dalle mode, profondamente legato alla tradizione della canzone alta nostrana, coraggioso nello spingersi verso estetiche affatto banali.

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