Recensioni

A sei anni dal precedente e omonimo album, ecco il lavoro che porta a compimento la maturazione della band emiliana, tanto che in Bow Wow non c'è quasi più traccia del pop punk degli esordi. I Forty Winks del 2011 prendono il meglio del moderno rock a stelle e strisce e lo fanno flirtare con coloratissime melodie di stampo britannico.
Bow Wow è un disco squisitamente power pop: termine logoro che nel loro caso si usa senza temere alcuna improprietà di linguaggio. Come definire altrimenti curiosi ed avvincenti ibridi di rock stralunato come Mannequins (i Foo Fighters finiti come per incanto nella Swinging London) e Beneth Her Feet (i Supergrass andati a lezione da Josh Homme)?
Se Way Out ha un tiro prepotente, nel più canonico stile Queens Of The Stone Age (ma con un inserti elettronici dai colori vivaci e cangianti), Meet You At The Bar ha come termine di paragone il brit pop riletto dai 'mmeregani' di un gruppo come gli OkGo.
Difficile scegliere il brano migliore di album così ricco, tuttavia vale la pena segnalare la bella I Feel Dead, un patchwork sixties dai cori irresistibili, tiro garage e una coda che ricorda i Beatles psichedelici di I Want You (She's So Heavy).
One Last Round, infine, tira fuori i fiati ed un incedere Northern Soul che la dice lunga su come alla band le definizioni vadano ormai strette. I Forty Winks sono ormai un gruppo pop tout court e vista la concretezza e la freschezza di questo nuovo lavoro, non c'è che da rallegrarsene.
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