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Si rifanno vivi i Fine Before You Came con un album che viene reso disponibile in free download in una domenica pomeriggio di gennaio (alla faccia delle recenti notizie che vedono l’FBI accanirsi contro i siti di file hosting). Se con il precedente S F O R T U N A avevano compiuto il salto di qualità, uscendo una volta per tutte dalla nicchia delle promesse del sottobosco del rock indipendente italiano, Ormai si presenta per molti versi in ideale continuità con quel percorso. Non sono poche infatti le connessioni, dalla forma (sette le tracce, stesso metodo di distribuzione) alla sostanza: rimane la scelta di cantare in italiano, il sound compatto registrato in presa diretta che si affida più al coinvolgimento emotivo che alla ricerca di sonorità nuove. Il “tiro” è invece come tenuto al guinzaglio, quasi perseguisse un'intensità moderata, più riflessiva rispetto a quanto accadeva nel predecessore.
Le chitarre si snodano tra posizioni emocore (Capire Settembre, Magone) e melodie post-rock (Sasso), simbiotiche e agrodolci (Paese), cavalcano la sezione ritmica che, in modo quasi empatico, alterna vigore (Dublino) ed esilità (Per non essere pipistrelli). Tra le note sbucano le voci strappate e prepotenti, compagne di viaggio nevrasteniche ma pur sempre appassionate: “…e scoprire un po' alla volta che non basta il tempo e non basta il fiato / se non per imparare a lasciarsi galleggiare con un sasso sulla pancia e un pensiero bello in testa / e dopo tutto, quando fuori non piove, non è affatto male.” I testi di Jacopo puntano ad un linguaggio diretto, urlato, che va dritto alla realtà delle cose, concedendo sfumature della vita semplici ma non per questo banali. Nessuna lezione, solo racconti di quotidianità, ma da un punto di vista leggermente diverso, quel tanto che basta per cambiare tutto.
Registrato da Maurizio Borgna e mixato dallo stesso a Berlino, Ormai mostra un altro “passo” verso la maturità dei FBYC a scapito della forma più impulsiva; non possiede l’irruenza e l’impeto di S F O R T U N A, ma sceglie di sviluppare modi e meccanismi ormai rodati. Ma ciò che conta e prevale, forse il vero centro poetico della loro musica, è l’urgenza di comunicare un messaggio di autenticità e rettitudine, rimanendo fedeli (e pazienza se sembra anacronistico parlarne) alla filosofia del do it yourself. Alla fine è bello e giusto così.
Del disco – scaricabile gratuitamente qui o qui – è possibile acquistare la versione in CD (presso Tempesta) o in vinile (distribuito da Triste).
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