Recensioni

Daniele Carretti non ce la fa proprio a dormire sonni tranquilli e così, non pago del successo ottenuto con gli Offlaga Disco Pax, ritenta la sorte dopo aver già dimostrato con il suo progetto Magpie di saperci fare con lo shoegaze – quello di inizio anni ’90 – e di saper tessere trame delicate e buie che si disperdono in riverberi lontani (Milk), in echi ipnotici (Tell Me), dentro soffocanti ambientazioni emotive (Bitter & Sad), disponendo anche di una certa capacità reinterpretativa nel riproporre cover (da incorniciare Keys Of Life di Klaus Nomi per la sua amara dolcezza). Nel 2013 tocca allora all’esordio da solista con Felpa ed il suo Abbandono. Daniele sa che lo shoegaze è il suo terreno favorito, e prosegue in maniera più matura e cantautorale il percorso iniziato con i Magpie, ma questa volta in italiano. Lo fa da solo, incidendo quasi esclusivamente di notte.
Un ciclo vitale che nato, sta per morire, dalla prima traccia Di Giorno (L’Inizio) all’ultima Di Notte (La Fine). Felpa, come si evince già dal titolo, parla di letterali abbandoni e di conseguenza punta a stimolare certi sentimenti che sanciscono una sorta di bad-ending empatica tra binomi. L’intreccio tra le languide chitarre gaze di fattura tipicamente Slowdive-iana sono un po’ il fulcro di questo Abbandono, assieme a una voce morbida, soffusa, ma tagliente per i suoi contenuti; entrambi gli elementi fanno sì che si raggiungano alti e struggenti momenti di emotività (Perdono o L’Ultima Estate), vellutati estratti tra softpop e dreampop (Di Notte (La Fine)), inflessioni lo-fi (Come Mi Vuoi) e intermezzi strumentali ((Interno Notte)). Felpa, da solo, descrive un viaggio malinconico, che prima o poi tutti noi affronteremo nella vita.
Cosa manca ad Abbandono? Poco, forse solo quel distacco sonoro dal passato targato Magpie, anche se un’evoluzione stilistica è avvenuta e questo per ora basta. Felpa ha dimostrato che è possibile tornare su certe sonorità con nuova inventiva, anche se non si ricrea un genere, e che se si realizza un album stilisticamente abbastanza omogeneo, il songwriting può comunque avere un valore.
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