Recensioni

7.3

Quarantenne, diplomato in chitarra classica e composizione: la carriera di Federico Ferrandina è legata in modo indissolubile alle immagini, dato che sin qui ha composto in gran parte per il mondo del cinema e della TV. Ma anche del musical. La sua prima raccolta resa disponibile al pubblico che acquista musica si intitola curiosamente porn0rigami : object one – rigorosamente in minuscolo – e raccoglie materiale in parte tratto da lavori per lo schermo, in parte registrato per vivere spontaneamente.

La musica di Federico Ferrandina è implacabilmente impressionista. Capace di aprire come lama affilatissima il cuore di latta del più insensibile (alla musica e non solo), e in grado di cambiare l’equilibrio del vostro stato d’animo. Lo fa mescolando gli ingredienti più tradizionali e collaudati – violini, violoncelli, viola, piano – agli strumenti (tastiere) più avveniristici: quelli che sono animati quando gli si inietta elettricità, ma a quell’elettricità – se guidata dalle mani giuste – sanno dare voce calda e piena di sfumature. Alla voce umana invece, Ferrandina fa ricorso una sola volta: è Vé che declama e rappa su Never Slow Down e co-firma il brano. In una sorta di lavoro concept – Opening Titles ed End Titles aprono e chiudono il cerchio sonoro –, ma anche di familiarità al cinema, gli immancabili riferimenti sono “alti” ma affrontati a viso aperto: vengono a galla memorie di Vangelis (In the Wild, (Oilogram), End Titles), risonanze di Ryūichi Sakamoto (nella travolgente vampa romantica di FlameKey), echi di Anthony Phillips (tra le anse della struggente Obscenity Law, dell’anodina Trope, nell’elettrominimalismo di End Titles).

Mentre in tanti altri momenti il compositore è soprattutto sé stesso: cioè il Ferrandina che scrive una serie di frammenti neo-classici (Opening Titles e Ash, The Past e The Wake, Lost Code I e Cold Enigma) che si potrebbero riunire per la singola durata sotto la sigla dei “just around one minute”; o quello che affronta il trip-hop di Half a Night Away e il trailer onirico di Interior 9. Oppure il Ferrandina che sancisce la bellissima unione tra gli opposti di archi ed elettronica di Earth-Like Core; e ancora quello della toccante The War in Between, o del vertiginoso nitore, quasi un lampo, di Lost Code II – il brano più bello, se proprio si dovesse fare una difficile classifica di merito. Ma al di là del singolo brano, ciò che conta di più in porn0rigami : object one è che il lavoro non mostra cedimenti nella sua interezza. Ogni brano sospinge all’ascolto del successivo e i ripetuti ascolti non annoiano e non stancano, cosa oggigiorno sempre più rara.

Ho sempre pensato che il mondo delle note per le immagini generi tantissima buona musica che trova sbocco sul mercato solo raramente. Il caso di Federico Ferrandina è l’ennesima testimonianza di quanta bontà sonora si celi tra le pieghe di film, telefilm, documentari. Sarebbe bello che le etichette discografiche pubblicassero più colonne sonore, che i mezzi di informazione e la gente facessero più attenzione. Another Music Records, operando con questa sensibilità, sta facendo passi nella giusta direzione. Avanti così.

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