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Dopo la firma con Bella Union e l’esordio per l’etichetta di Simon Raymonde con Perpetual Motion PeopleEzra Furman pubblica un EP che non si limita a bissare quanto di buono fatto nel precedente lavoro, ma si spinge un po’ più in là. Il tutto partendo da una base solida che fa dell’eclettismo il suo pregio più evidente, facendo quadrare garage, art-pop, chamber-pop, glam e un tocco di vintage e combinandoli con una voce caleidoscopica e caratterizzante.

Violent FemmesAriel PinkDavid Bowie e quella dimensione sperimentale e artistica molto vicina ai Velvet Underground e alla Factory di Warhol. Teddy I’m Ready apre le danze con un bel giro di accordi e una gran performance vocale che spinge il brano verso un incedere più marcato su un «Teddy I’m ready to Rock ‘n’ Roll» e riversando il tutto in un’atmosfera a metà tra Roy Orbison e Bruce Springsteen. In Halley’s Comet è il Duca Bianco a fare capolino, d’altronde si parla di spazio e di stelle, si respira glam e androginia (modello che Furman ha incarnato sin dagli inizi, con la sua sessualità oscillante). Qualcosa dei Fleshtones invece si intravede in Little Piece Of Trash, momento di schizofrenica frenesia contrapposto alle successive ballate acustiche Penetrate e Splash Of Light, che devono molto a Bob Dylan. Ancora Bowie nella conclusiva The Refugee, dove gli archi e l’andamento ricordano quasi dei Gogol Bordello rallentati e spogliati dell’euforia punk.

Ezra Furman si conferma un musicista e un personaggio interessante e carismatico, talentuoso e versatile. Scommessa che in breve tempo è diventata una delle punte di diamante di Bella Union, Big Fugitive Life ribadisce quanto di buono fatto in Perpetual Motion People facendo leva sul concetto dinamico di spostamento, lì in moto perpetuo, qui impresso a mo’ di polaroid nell’atto di fuggire dalla banalità quotidiana.

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