Recensioni

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Me and Armini terzo lavoro dell'islandese di stanza a Londra Emiliana Torrini non aveva convinto. C'erano degli eccessi di produzione, la scrittura non sempre reggeva la distanza, eppure i problemi non erano legati al formato quanto alle finalità.

Perdendo l'aura magica dei primi due lavori, la trentenne si trovava a diversificare gli arrangiamenti non approdando, in realtà, da nessuna parte se non ad un formato piuttosto prevedibile e abusato. 

Questa doppia compila destinata ai completisti (e ai lounge selector) ci dà modo di riscoprire alcuni inediti del passato remoto di Emiliana come la Sugarcubes-iana Weird Friendless Kid (splendida) ma soprattutto di risentire i primi singoli della chanteuse in una quantità disorientante di versioni tra dancefloor, r'n'b, hip hop, chamber e teatro. L'immagine che ci ritorna dell'Islanda di Love In The Time Of Science (Easy, To Be Free e Baby Blue) è di una terra – e lo sapevamo – molto legata al mainstream americano e ai suoni soul, house, 2 step bristol-londinesi.

Emiliana non si è mai voluta incasellare come artista alt. snob, e questi "auto-featuring" ne rivelano l'anima da performer versatile e sensuale. Sono praticamente tutte ottime le produzioni da party e after party e i remix per mano di Rae and Christina, Toe Johansson, Dreemhouse e Dillion and Dickens.

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