Recensioni

Avevamo concluso la nostra recensione di Halcyon chiedendoci da quale parte avrebbe scelto di stare Ellie Goulding nel nuovo album, tra pop di livello o canzoni pronte per le serate del sabato sera. Alcune interviste dai toni un po’ sprezzanti sembravano averci fornito la risposta con largo anticipo, della serie «voglio fare un grande album pop». In parte (solo in parte), Delirium è l’album pop che ci si aspettava da lei.
Evidentemente stanca di doversi aggrappare ad ogni costo ai regimi dell’EDM a stelle e strisce che tanta fortuna le hanno portato nei precedenti episodi, la bionda di Hereford ha deciso di scendere nelle zone più profonde della sua anima, regalandoci un lavoro intimo e romantico, che punta alla maturità senza rinunciare alle regole della produzione radiofonica, apparecchiate in questo caso da una cassaforte di songwriter/producer come Greg Kurstin (quello di The Fear della Allen ma anche della Dreams di Beck), Ilya Salmanzadeh (Ariana Grande e Jennifer Lopez), Max Martin (l’uomo con 54 canzoni in top ten dall’inizio della carriera) e Ali Payami. Spinta sempre da quel fare un po’ cinico verso l’amore («You wanted my heart but I just liked your tattoos»), la Goulding si mostra ora più seria e malinconica, riuscendo finalmente a scrollarsi di dosso certe tendenze del drop-ad-ogni-costo in zona Calvin Harris e accantonando le (sue) naturali pulsioni verso una house di facile presa per i più giovani, senza tuttavia abbandonare il richiamo della cassa, seppur ovattata e quasi mai sopra le righe.
Se da una parte la cantante di stanza a Londra sembra aver preso una decisione sul da farsi, l’esecuzione vede parecchi buchi. Non si tratta neanche lontanamente di un grande album pop, come invece lo sono (piaccia o no) i recenti 1989 di Taylor Swift – è lei probabilmente l’obiettivo nel mirino della Nostra – ed Emotion di Carly Rae Jepsen. L’intera tracklist, nonostante le buone On My Mind e Army, risulta fin troppo lunga, con un songwriting non lontano dai livelli di confezione e automatismo dei precedenti lavori. Senza dubbio, Delirium vedrà la fama della Goulding crescere ancor di più, complice anche la partecipazione alla colonna sonora (Love Me Like You Do) dell’onnipresente 50 Sfumature Di Grigio, ma per un grande album pop serve molto, molto di più. L’Olimpo è ancora lontano.
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