Recensioni

La fascinazione per i paesaggi nord europei, non tanto per rincorrere e afferrare una certa estetica, ma perché al nord si è molto in alto e lo sguardo arriva più lontano. E poi fa freddo, e nel torpore si cerca conforto, qualcosa di puro e cristallino.
Stilisticamente la creatura Elara, padroneggia con grande consapevolezza la materia post-rock strumentale, quella più emozionale, ariosa e massimalista, che trova in Sigur Ros, Explosions In The Sky e Mogwai la propria dichiarata matrice. Fitte trame di chitarra, talvolta anche piuttosto muscolari (Me And You Under the Aurora Borealis) si alternano a passaggi orchestrali punteggiati da arpeggi di piano (We Are Infinite), e da una sezione ritmica costantemente in tensione, quasi a spingere le strutture in una corsa controvento, salvo poi fermarsi a riprendere fiato nelle distensioni dinamiche.
I tre brani di questo breve ep sono pochi per tirare le somme di un giudizio compiuto, ma valgon bene il tempo di reiterati ascolti, ponendosi il semplice e nobile obiettivo di portare l’ascoltatore con sé: i piedi nella neve, la faccia verso l’infinito e il cuore in un ricordo nel quale affondare.
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