Recensioni

La campana più grande del Regno Unito si trova nella Market Square di Nottingham e il suo rintocco si ode fino a sette miglia di distanza. Da qualche tempo, però, c’è un altro suono proveniente da quella città che supera contee e confini isolani. Vi avevamo già consigliato di tenere d’occhio di Do Nothing in questo articolo sulla rinascita del post punk, non potevamo quindi trascurare l’Ep col quale il quartetto formalizza la sua esistenza.
Dopo un convincente singolo – Gangs – nel quale Lcd Soundsystem e Fall si contendevano il centro della scena, ecco Zero Dollar Bill. Le sue cinque tracce oscillano tra un cantato che ricorda gli Ought, e tutto il loro immaginario di riferimento, e incursioni di art rock a metà tra Roxy Music e Talking Heads. Non mancano momenti in cui psichedelia e rock lineare si combinano (Contraband), ma quello che rende i ragazzi affascinanti sono percussioni, schitarrate e cantato nevrotico fuse in un concentrato ipnotico, come in Lebron James.
Una volta trovato l’equilibrio tra la musica e i testi psicanalitici e cinematografici di Bailey, il divertimento è servito. La manciata di brani che i Do Nothing propongono confermano che bisogna tenerli d’occhio, non facciamoci trovare impreparati.
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