Recensioni

7.1

La tenacia house di DJ Rocca e la filosofia space di Daniele Baldelli, due pesi massimi dell'italo dance che amoreggiano scambiandosi pennellate reciproche, col vizietto delle collaborazioni di lusso che si conferma feticcio peculiare di entrambi (Baldelli rintracciato più volte, anche recentemente, insieme a Dionigi, mentre Rocca viene dalla trilogia Erodiscotique insieme a Dimitri From Paris e dal boom Ajello). Podalirius è uno di quei dischi di sostanza, che ti prendono per mano e ti raccontano storie diverse dal sapore originario, curate nei minimi dettagli perché prima focalizzino l'attenzione e poi ti si imprimano sotto la superficie, come farebbe un buon film di Tornatore.

Le visioni di Rocca e Baldelli si alternano e si intrecciano come yin e yang intorno alla faccenda disco: dal primo proviene il vigore dritto dei '70 di RoBa Che Scotta – e ci riferiamo contemporaneamente sia all'electro kraftwerkiana sia al fenomeno italo disco – mentre in Real Like The Music ritorna prepotente il funk side del secondo. La sintesi perfetta è in Complotto Geometrico, 4/4 di pancia integrati senza sbavature coi synth analogici classicheggianti, gli stessi che in Podalirius si esaltano in uno spessore melodico che è quasi hipster house, per la potenza d'impatto messa in gioco sull'ascoltatore fuori pista. E ancora più intriganti sono Rate The Stars, con quel cantato innamorato di new wave sul quale il sound italo si fa sempre trovare pronto, e A TV Show, eleganza synth&tribal al piano inferiore, irriverenza punk d'immagine Devo a quello superiore.

Da Teorema in giù c'è un po' di mestiere, si gioca su mood d'atmosfera (Flugdisko) e induzioni cosmiche (Space Scribal, Haughty Rhino), ma è qualcosa che si può concedere, soprattutto se parli di un concept stilistico che resta ancora uno dei più validi materiali d'esportazione a nostra disposizione, continuando a far breccia sia fuori confine (tra i figli di Prins Thomas e Legowelt) sia in patria (sempre intorno a label come Hell Yeah, P Playground e DWDK). Son quei racconti a cui ogni tanto fa piacere cedere e, quando capita, vale la pena affidarsi ai più brillanti cantastorie sulla piazza.

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