Recensioni

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Il mix di recensioni positive e negative piovute su Psychic Lovers (Captured Tracks), debutto del produttore danese Anders Rhedin (già membro dei Choir of Young Believers) dietro al moniker Dinner, ha fomentato, nel sotterraneo mondo della musica da club (quella più intelligente e per certi versi “colta”), una certa dose di curiosità e polemica. Cosa inevitabile, verrebbe da pensare, visto che Dinner, per sua natura, sembra esserci con il chiaro intento di alimentare dibattiti attorno alla sua produzione artistica. Discussioni che finiscono con il concentrarsi, ancor prima che sulla musica suonata (che il producer danese ha etichettato come «dance anni Novanta mescolata al kraut dei Settanta»), sull’aspetto più interessante, ma allo stesso tempo nocivo, del Nostro: il suo timbro vocale. Una voce che dovrebbe – e nelle intenzioni di Rhedin, vorrebbe – porsi come una sorta di marchio di fabbrica, ma che per molti (compreso chi scrive) finisce col marchiare sì, ma negativamente, quanto di buono si può scorgere tra gli strati sintetici che la accompagnano.

Siamo in territori squisitamente anni Ottanta (checché ne dica Rhedin), tra la new-wave (Holy Fuck, Turn Me On, What You Got), il synth-pop (The World, Gone) ed escursioni post-punk (A.F.Y) che rimandano ai Lust For Youth più puliti. L’atmosfera è rarefatta, ma terribilmente appiattita, per l’appunto, sulle traiettorie decadenti tracciate dalle linee vocali del danese. E se è vero che molto spesso le voci unconventional possono anche fungere da calamita (prendiamo il caso di Nico, o del connazionale di Rhedin, Elias Bender Rønnenfelt, frontman degli Iceage e dei Marching Church), con tutta la buona volontà del mondo non può considerarsi questo il caso.

Mentre qualcuno potrebbe vedere in Dinner quell’ospite che ad un pranzo di gala si presenza con scarpe da tennis e jeans, riportando quel briciolo di umanità tra i commensali, altri, invece, saranno portati a pensare che “se solo si fosse trovato a suonare in luoghi come l’Hacienda nulla lo avrebbe risparmiato dall’essere oggetto di insulti e, immaginando i raffinati tipi che frequentavano il locale di Manchester, finire per essere preso a badilate”. A noi, che cerchiamo di mantenere l’imparzialità, l’unica cosa che resta da fare è invece quella di salvare il salvabile e cestinare tutto il resto.

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