Recensioni

Una domanda che il cosiddetto panorama industriale, e in particolar modo quello europeo, si è sempre posto, è la seguente: come è possibile definire le coordinate di un genere come l’industrial metal? Non è certo un’affare semplice, perché se è vero che i sampling di chitarra si insinuarono nei balletti meccanici postindustriali a partire da quella Dig it degli Skinny Puppy (e forse anche prima), è anche vero che un conto è fare un uso del metal relegandolo alla pratica del sampling – elemento soggetto a ricontestualizzazione (quella operata dai canadesi) – e un altro è creare un disco metal ed impreziosirlo di richiami cinematografici, trame addizionali di tastiere e percussioni metalliche, sipari elettronici e voci effettate. Basta questo substrato a definire V- Metal Machine Music dei Die Krupps un disco industrial o dobbiamo consideralo un buon disco metal che si serve di un’estetica post-apocalittica ispirata (sin dalla cover del lavoro) ad un certo tipo d’immaginario? Che lo consideriate un lavoro industrial strictu sensu o meno, in fondo non è poi così importante: quel che interessa è la musica che vi è contenuta, e ce n’è molta.
L’uscita di Mad Max: Fury Road è stata determinante per il suono da strada di questo lavoro. V – Metal Machine Music è un album al cui ascolto è possibile associare quel paesaggio post-apocalittico nel quale si muovono veloci i protagonisti del film di George Miller, il profumo della polvere che si alza dalla terra e un generale senso di libertà, con brani al fulmicotone e mid tempo che corrono liberi dalle gabbie elettroniche di una body music che fa quasi da contorno all’imponenza del wall of sound generato dalle chitarre elettriche. Sempre attenti ad un gusto particolare per una melodia teutonica di stampo neo-electro, i Nostri procedono veloci sulle note di Bonded by Blood, Kaltes Herz, Road Rage Warrior e la devastante Kaos Reigns, dal titolo eloquente e che propone una versione più pesante dei brani più veloci composti dai KMFDM di Konietzko. Anche negli episodi in mid tempo il risultato è molto simile: brani guitar-driven dal forte impatto rock come Battle Extreme sono altrettanto potenti street songs che guardano anche, per certi versi, a quanto fatto da gruppi come Fear Factory.
La saga originale di Mad Max era un riferimento cinematografico entrato di diritto nell’enciclopedia del sampling industriale, in quanto moltissime realtà l’hanno citata più o meno direttamente. Il nuovo capitolo appena uscito è una rivisitazione della classica saga cinematografica e, in un certo senso, anche quest’album dei Die Krupps rappresenta una rivisitazione in chiave metal di quanto fatto in passato dal gruppo tedesco. Si ascolti, ad esempio, la nuova versione del classico dell’EBM Volle Kraft Voraus. I brani si susseguono veloci e compatti, con macigni come The Vampire Strikes Back o Fly Martyrs Fly, quest’ultima ispirata al recente disastro aereo della Germanwings.
Si può senz’altro affermare che V – Metal Machine Music sia un discreto esperimento di incontro tra metal ed elettronica che non mancherà di dividere il pubblico: i Die Krupps sono una realtà di frontiera, che non può essere stretta all’interno di soffocanti categorizzazioni, e con una solida fanbase, anche se coloro che hanno apprezzato il precedente The Machinists Of Joy forse faranno fatica a digerire il ritorno di sonorità metal (vicine ai loro lavori degli anni Novanta) di quest’ultimo disco. In sede live, comunque, i brani possono rivelare tutta la loro forza d’impatto. E con la già citata Bonded by blood, sempre in bilico tra potenti riff metal, synth di supporto e voce effettata, i Nostri sfrecciano via veloci e ci danno appuntamento al prossimo capitolo della loro avventura.
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