Recensioni
Diamond Terrifier
Kill The Self That Wants To Kill Yourself
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Stefano Gaz
- 27 Dicembre 2012

E’ un lavoro sul sax questa seconda prova di Diamond Terrifier aka Sam Hillmer, uno che bazzica da parecchio il mondo avant in seno agli Zs, anche loro freschi di compila per Northern Spy.
Col suo progetto solista Hillmer si concentra sullo strumento e ne fa da subito una questione di suono. Lo spreme e lo accartoccia, lo soffoca e lo fa stridere, qualcosa di simile a ciò che Colin Stetson aveva fatto l’anno scorso in un contesto nettamente più rock, anche se poi passaggi come Three Things paiono proprio sulla stessa linea del sassofonista americano. Il risultato è comunque ammaliante. Hillmer se la gioca in territori ambient-noise lasciando spazio ad alcune sorprese, vedi la cavalcata ambient-space zuccherosa di Kill The Self That Wants To Kill Yourself o la psichedelia dal sapore Animal Collective di Transference Trance, più qualche velatura industrial (Adamantine). Ma come detto è il sax al centro, ed il suo fluire scandisce gli umori di queste otto tracce, che funzionano come dovrebbero sempre funzionare i lavori di stampo avant: nessun fermo immagine e lo scorrere di una ricerca tanto estetica quanto interiore, che non prefigura obiettivi a priori e non ha pretese di perfezione.
È nel vagare tra questi lidi che Diamond Terrifier uccide il suo self e si redime a sé stesso, lasciandoci apprezzare tutta la bontà del suo tumulto interiore.
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