Recensioni

Gli Ottanta dei Delenda Noia (lui è Klord, lei è Violara, arrivano da Reggio Emilia) passano per un progetto musical-estetico che non lascia molto spazio all’immaginazione. Tagli di capelli che neanche Andy ai tempi d’oro, eyeliner, look “plasticoso”, movimenti corporei da crash test dummies, in un misto di Donatella Rettore e Pet Shop Boys che riverbera anche nella musica. Quest’ultima sospesa tra synth onirici e drum machines ampiamente contestualizzate, tale è il debito verso l’epoca delle spalline esagerate e delle acconciature cotonate che si coglie nei dieci brani della tracklist.
Quando è il pop a farla da padrone si sfiora l’accoppiata Baustelle / Il genio (la title track) e sembra che tutto possa funzionare, in qualche caso tornano in mente i CCCP wave (Flirt), ma in generale ci si trova di fronte a un nostalgico un po’ fine a sé stesso. Materiale che avrebbe anche un suo peso, spogliato dall’”effetto replica”, ma che nella quarantina di minuti di Noia Estetica non riesce a far altro se non accendere i motori della nostra ipotetica DeLorean per un viaggio nel tempo di cui si conosce già la destinazione.
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