Recensioni

A tre anni dal successo di critica del precedente The Coldest Season (che ottenne il massimo dei voti sul popolare Resident Advisor), Stephen Hitchell e Rod Modell tornano a professare il verbo techno dub tagliato house in una classica triangolazione di flavour tra Berlino, Detroit più Chicago che rappresentano l'incarnazione più profonda del brand Deepchord.
La struttura base rimane anche qui fondante ma la proposta si rinnova dall'interno accogliendo nuove suggestioni e tecniche, unendo lo sguardo dilatato di Pan American (In Echospace e Burnt Stage soprattutto) ai field recording di stanza Mille Plateaux (Vladislav Delay), ovvero coniugando l'umbratilità del post post rock '90/'00 – oramai materia completamente elettronica – con le passioni industrial dei glitch-ers dello stesso periodo.
Sul mestiere, al solito ineccepibile, se la giocano le inclinazioni Basic Channel (Summer Haze) e Coco Steel & Lovebomb (Firefly) di Hitchell, e le visioni tubolari analogiche tipiche del Modell (Sub-Marine, Maglev); parlando di pura classe abbiamo invece i sample dub rubacchiati a King Tubby su cassa quattro di BCN Dub che sono la miglior risposta alle fanfare ipnotiche di Ricardo Villalobos di qualche anno fa.
Leggermente inferiore rispetto al citato esordio, Liumin è decisamente un ottimo ritorno per l'ineffabile coppia che, ancora una volta, sottrae al ballo per donare attenzione all'ascolto. Ascolto che si fa puro ambiente eno-iano nelle tracce untitled del bonus cd Liumin Reduced, tra synth eterei, tape delay e suggestivi field recording catturati da Modell durante un viaggio in Giappone.
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