Recensioni

Stramberie della musica. Registrare una manciata di canzoni, vederne stampate giusto un paio in un singolo, venire completamente dimenticati per poi essere riscoperti dopo 30 anni buoni e osannati al punto da essere considerati precursori di una scena tra le più prolifiche.
Questo in sostanza ciò che è accaduto ai Death da Detroit, il cui album del 2009 …For The Whole World To See aveva illuminato un astro nascosto del rock proto-punk a stelle e strisce. Ora il terzetto degli Hackney – fatto salvo il chitarrista David, deceduto nel 2000 e sostituito dal figlio del bassista Bobby jr. – torna in pista con una serie di concerti e questa raschiatura di barile sotto forma di cd. Sì, raschiatura di barile senza mezzi termini perché qui si troveranno gli “original reel-to-reel demo recordings” dei pezzi registrati nelle stesse sessions, le uniche a dir la verità, che diedero vita al suddetto singolo e album postumo. Nulla più, nulla meno di ciò che si apprezzò nell’album del 2009: proto-punk imbastardito con le musiche black antesignano di ciò che un trentennio più tardi si sarebbe chiamato crossover, muscolare, intrigante e a dir la verità piuttosto coinvolgente se contestualizzato all’epoca delle registrazioni. Con un paio di controindicazioni: la totale inutilità dell’operazione e la registrazione in reale cessofonia.
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