Recensioni

Dopo Roots And Wine (del 2008) e le parentesi dance delle ultime produzioni, il canadese di stanza a berlino Scott Monteith riporta la formula Deadbeat ai basics con Drawn & Quartered, un album pubblicato in autarchia presso una neonata label personale, la BLKRTZ, e idealmente dedicato alla chiusura della ~scape.
Rimpiangiamo assieme al pruducer la scomparsa di un catalogo ricco di sperimentazioni, l'emblema di un certo modo di sentire l'eleganza nella contaminazione elettroacustica, nonché il gusto per l'impasto delle frequenze, specie quelle legate ai ritmi tech-berlinesi e alle tradizioni suonate (leggi sonorizzazini teatrali, soundtrack ecc.).
Deadbeat ritorna ai campi d'indagine più sofisticati delle sue quattro produzioni per la defunta etichetta missando ambient, techno-dub, echi dancehall, field recording e strumentazione etnica suonata live. Nella nuova take di Vampire Dub, in origine B side per Echocord dell'omonimo eppì, e ora Third Quarter (The Vampire of Mumbai), riesplora il campo cinematico attraverso droni e risciacqui glitchy, ai quali aggiunge la tromba di David Koch (DeWalta), il basso e le conga.
Il resto dell'album è, come al solito, a livelli d'eccellenza di genere: lunguaggio storicizzato e diverse strategie produttive a rinnovare, anche questa volta, la formula dall'interno che si traducono in un suono carico di frequenze sub basse e cadenze marziali (Fourth Quarter), neri field recording (Cristobal Urbina in First Quarter), groove scurissimi (Second Quarter), droni e goticherie (Pleateau Quarter).
Non è un album dark in senso stretto come potrebbe sembrare, rispetto a un titolo Scorn-iano come Drawn & Quartered, il canadese rimane coerente alla propria produzione più che decennale: la savana dub à la Adrian Sherwood rimane calda e afosa, bilanciata al sentire techno e ai groove sottomarini di scuola Moritz Von Oswald. Poi c'è da dire che la progressiva ambientale di Fourth Quarter ha sapori dubstep (notare che su questa cadenza il canadese ha fatto il remix più bello degli Jahcoozi ovvero Watching You (Deadbeat Stalker Dub)), Second Quarter punta diritto a una sub-Deep con aperture cosmiche Orb-iane e accenni nu disco, e il finale Plateau Quarter abbraccia il reggae dub rastafariano dopo un lungo drone pseudo SunnO))).
C'è sempre bisogno di un deadbeat, mai così alive.
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