Recensioni

7.2

Chissà quanto c’entra la serie di ricorrenze che negli ultimi due anni ha coinvolto i coniugi Krutkowski-Yang con la loro ritrovata forma artistica. Tanto, verrebbe da intuire e dopo qualche ascolto azzardare, siccome è un autentico piacere ritrovare il sognante dondolarsi tra i Velvet del terzo lp e dei Quicksilver Messenger Service meno agitati, tra le melanconie del George Harrison solista che trasfigurano in quelle marcate Love.

Insomma ritrovare una classicità anni ’60 solo apparentemente calligrafica e viceversa sincretica reinvenzione – sulle ali di genio e senno del poi – della propria educazione sonora lontana da certi passi leziosi del predecessore Within These Walls. Damon & Naomi rinsaldano qui la loro cifra stilistica avvalendosi nuovamente di Michio Kurihara e Masaki Batoh e dei fiati di Nmperign, e deviando saggiamente una scrittura tornata solida, brillante. Al punto che miglior modo per festeggiare il sodalizio umano e artistico che tocca oggi il quarto di secolo – dio, come passa il tempo! – non c’era; idem per coronare la serie di ristampe (l’esordio More Sad Hits e una raccolta a loro nome; l’opera omnia dei Galaxie 500) degli ultimi quattro anni. Parlano lingua franca e tenue, sospesa tra conoscenza della storia e una sua appassionata interpretazione gioielli come la traslucida Nettles And Ivy, una Ophelia figlia della penna di Arthur Lee, l’acidulo inizio Walking Backwards. Così, giusto per pescarne qualcuna a caso da questa folkedelia magistrale e toccante. Buon anniversario

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