Recensioni

C’è un altro trio pisano amante dei Violent Femmes in giro: si tratta dei poco più che 20enni Criminal Jokers, già messisi in luce come spalla degli amici e concittadini Zen Circus e ora all’esordio con Appino dietro la consolle insieme a Manuele Fusari, bravi nel rendere l’energia live del trio.
Il disco testimonia l’amore per Gano e soci (Burning e Song For Lovers potrebbero mimetizzarsi onorevolmente nel canzoniere del trio di Milwaukee) ma anche le capacità del gruppo di emanciparsi, grazie a una scrittura abbastanza disinvolta da maneggiare tranquillamente altri spunti: i tempi di 4/4 con i riff in 3 di harveyana memoria nell’apertura massiccia della title track (sorta di I’m Waiting For The Man con la cassa doppia e bassi con profondità quasi grunge); gli anni ’50 visti dai Television in birreria di Killer, i cori Devo di This Song Is Dead, i Clash di Sightseeing, la psichedelia di Deep Rider che morbida nasconde un altro beat raddoppiato (retaggio dei live nei quali il batterista-cantante si presenta con un rullante e basta).
Ne risulta una scaletta nella quale si centra il risultato allo stesso tempo arricchendo il rock classico di riferimenti wave lontani dalla maniera di tanti contemporanei, e suonandolo con la scioltezza dei Grant Lee Buffalo, senza starci troppo a pensare.
Amazon
