Recensioni
Coheed And Cambria
Coheed And Cambria
The Afterman: Ascension
The Afterman: Descension
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Andrea Forti
- 8 Febbraio 2013


Non si può parlare dei Coheed And Cambria senza contestualizzarli nella loro dimensione, assolutamente originale rispetto ad ogni altra band. I loro album sono immaginari scenici prima ancora che mere selezioni di canzoni: ognuno di essi è infatti un concept a cui è associato una graphic novel a sfondo fantascientifico disegnata dal frontman Claudio Sanchez. Una saga – dal titolo The Amory Wars – giunta alle release su disco numero sei e sette con questo doppio lavoro uscito a pochi mesi di distanza.
Le novità dovute al cambio di formazione finiscono per giovare al prodotto. Se la dipartita del bassista Michael Todd è stata quantomeno forzosa – è stato arrestato per rapina a mano armata in un supermercato – il ritorno dietro le pelli dell’ex batterista Josh Eppard li ha riportati al periodo 2002-2006 in cui sono uscite le produzioni migliori. Nulla cambia dal punto di vista sonoro: l’impronta rimane la stessa, l’unione di quel corposo sound hard rock di marca Gibson à la Zakk Wylde con quella parte del progressive rock più attaccata alla forma canzone (Rush); la voce di Sanchez rimane l’acuto e sottile cartoon che dà il meglio di sé quando si trascina nei pezzi meno ritmati. Rispetto agli ultimi lavori si nota maggior compattezza, c’è meno ricerca dei singoli da radio (quelli che in No World For Tomorrow, prodotto da Rick Rubin, gli avevano fatto acquisire una discreta popolarità nel mercato musicale statunitense, con passaggi su MTW e i fari ancora oggi puntati di Rolling Stone USA); dei due è The Afterman: Ascension a presentare pezzi con maggior caratura, tra tutte la Policeana Mothers Of Men e Domino The Destitute, primo di cinque brani della saga Key Entity Extraction (le serie numerate sono un marchio di fabbrica della loro produzione, altra analogia col mondo dei fumetti).
Un paio di uscite che non scontenteranno i fan della band, che trovano sostanzialmente ciò che hanno sempre ascoltato. Con un po’ di fortuna potrebbero acquisire nuovi estimatori, soprattutto giovani di formazione rock più classica. Più verosimilmente, però, rimarranno lavori di nicchia.
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