Recensioni

Inserendosi in un trasversale revival country che ha investito sia il mercato mainstream sia quello più di nicchia, Ciara Mary-Alice Thompson, in arte CMAT, si è costruita in pochi anni un profilo solido, favorito dall’eco di TikTok, dal supporto della comunità LGBT e da un’affezionata fanbase. Con la sua proposta, il country-pop diventa veicolo delle contraddizioni del suo tempo e della sua generazione.
Dopo il debutto If My Wife New I’d Be Dead (2022), accolto come una ventata d’aria fresca in un panorama dominato da revivalismi di settore, il seguito Crazymad, For Me (2023) ampliava il ventaglio di riferimenti musicali, da Kacey Musgraves a Florence & The Machine, con tonalità più riflessive e psichedeliche. Euro-Country si presenta ora come il disco della consacrazione: triangolato su alt-country, pop e psichedelia, il sound viene proposto con sicurezza, complice un’estate che ha visto CMAT come nome caldo da festival e protagonista di virali balletti.
Con un tocco anni ’90 che aggiunge un pizzico di nostalgia – la batteria elettronica che emula un breakbeat – e armonie ariose con ricami di chitarra, la title-track mette subito in chiaro l’afflato melodico e testuale del disco. Thompson riflette su identità, aspettative sociali e culturali, mettendo in scena il sogno europeo/country e le illusioni del successo (“Everything I thought that I could be / He cut it in half”), passando in rassegna stereotipi e conformismi. When a Good Man Cries spinge sulla power ballad da urlare al cielo, con il violino a dare colore e una presenza vocale degna di Florence Welch. All’opposto, The Jamie Oliver Petrol Station sfrutta la teatralità del rock per raccontare la banalità del quotidiano e un conseguente bisogno di fuga.
È proprio nella prosa surreale e nonsense che Thompson dà il meglio. In brani come Take a Sexy Picture of Me e Running/Planning, su un terreno squisitamente pop, lo stesso di Sabrina Carpenter per intenderci, ritornelli centrati e produzione levigata restano funzionali a pezzi pensati per playlist e viralità. Il rischio convenzionalità – vedi l’intimista Lord Let That Tesla Crash – è dietro l’angolo, ma funzionale alla costruzione di una carriera e di un personaggio che ha comunque qualcosa da comunicare, anche quando naviga nelle strette maglie del music business.
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