Recensioni

Se la psichedelia deve essere in qualche modo una forma di deriva, con i Clinic allora abbiamo un problema. La band di Liverpool, che qui arriva al suo ottavo disco, conferma quel processo di continuità che già era stato segnalato in passato (è quello che ad esempio si diceva del precedente Free Reign). In un contesto che è quello psych inglese, in cui ad esempio il buon Steve Mason (ex-Beta Band) pubblica un album di cantautorato sfavillante come About The Light, e in cui molti dei vecchi protagonisti hanno preso altre strade, Ade Blackburn e soci continuano ad andare invece per la propria strada.
Ed è una strada fin troppo sicura, la loro. Ascoltando Wheeltappers And Shunters (riferimento a un varietà televisivo britannico dei Settanta), la sensazione è quella di una sorta di abbandono in una spiaggia culturale: sulla battigia si schiantano vecchi tempi andati, programmi tv e radio, paccottiglia nostalgica del secolo scorso e scorie. Scorie della storia di un paese, la Gran Bretagna, profondamente cambiato (i Clinic sembrano suggerire in peggio). Peccato che questo cambiamento non venga riflesso dai suoni e dal modus operandi del quartetto.
Lo dicevamo all’inizio: se la psichedelia è un perdersi, i Clinic sanno invece benissimo dove sono. Restano fedeli a sé stessi, con pezzi concisi (parliamo di dodici canzoni per circa ventisei minuti) che asciugano il loro garage-electro-psych e che regalano un ascolto piacevole. Ad esempio in Laughing Cavalier, l’apertura che ricorda dei Kinks storti e poi si lascia andare al solito armamentario di scudisciate aeree e toni da sberleffo. Oppure in Complex (i Suicide in riviera), o in una Rubber Bullets che sancisce l’influenza dei Clinic stessi sui Fat White Family. Ferryboat Of The Mind (il pezzo più bello), così struggente, è un triste surf infetto, quasi morente, che però tira fuori dal nulla una inaspettata vitalità cosmica e meccanica, con la chitarra e la voce effettate e le tastiere distorte.
Tutto il disco è buono ma puramente Clinic. Ovvero: se cerchi qualche sorpresa, qualche esplosione e cambio di prospettiva, non ne troverai (forse solo il valzer di Be Yourself in questo caso lascia qualche indizio di nuovi sviluppi). Se invece vuoi solo della psichedelia mediamente malata e fatta bene, accomodati. Noi preferiamo, anche se di poco, la deriva.
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